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il sublime rovesciato: comico umorismo e affini

Editoriale

editoriale numero 12 – aprile 2016

Dedichiamo questo numero della rivista alla cartolina. Definita dai servizi postali come pezzo di cartoncino rigido rettangolare, di circa 10,5 per 15 cm., la cartolina ci appare subito in molteplici forme: viaggiata, non viaggiata, affrancata o meno, timbrata o no – porta con sé un’aura nostalgica e non solo perché ormai soppiantata da altri e più veloci strumenti per comunicare; è appunto un pezzo di cartoncino, fragile, legato a momenti privati, a vicende personali esibite o mascherate nel messaggio allo scoperto. Né privata, né pubblica – come scrive Jacques Derrida -, essa rimanda a relazioni, a una rete di rapporti che possono appassionare per le vicende alluse nei testi,  o semplicemente per le parole usate, «parole azzurre», parole leggere, come nota il personaggio protagonista del delicato libro di Sébastien Lapaque, La teoria della cartolina.

Il recto della cartolina, studiato dai cartofili o deltiologi (studiosi di piccole immagini, come ci spiega Vittore Baroni), ci rivela a sua volta una pluralità infinita di forme e di funzioni che comprendono la riproduzione rigorosa o parodica di un’opera d’arte, l’invenzione dell’artista delle avanguardie storiche, la creazione dell’illustratore, spesso anonimo, che ne prefigura gli esiti, la propaganda personale, quella politica o militare, la satira di qusta stessa propaganda, la provocazione erotica, il kitsch e molto altro. Si tratta di un mondo multiforme, difficile da catalogare e classificare, e non nel senso del mettere ordine in una raccolta o in una collezione – il che è già difficile -, ma per il moltiplicarsi dei temi e delle prospettive. Il mondo della cartolina si apre a ventaglio e ci permette uno sguardo inedito su artisti, letterati e filosofi che in qualche modo ne hanno fatto uso, ne hanno scritto o addirittura teorizzato fino a delinearne una vera e propria ontologia.

Qui interessa mettere in luce il carattere effimero e leggero della cartolina, la sua «estetica in assenza di gravità» – come scrive Enrico Sturani -, la sua capacità di racchiudere nel frammento la creazione artistica di parole e immagini, la sua disposizione ironica e, in fondo, democratica.

Ci siamo avvalsi per questo proprio della collaborazione di Enrico Sturani, profondo conoscitore di questo tema, al quale ha dedicato, tra l’altro, tre importanti volumi (che abbiamo recensito nel n. 9 della rivista), collezionista e proprietario del Museo della cartolina, via Cardello 14A – Roma, artista lui stesso nella mail-art, come ci racconta Duccio Dogheria nel suo saggio.

Nella sezione Testi abbiamo raccolto alcune descrizioni, riflessioni e brevi racconti che prendono spunto da un’immagine; ringraziamo per questo gli scrittori che ci hanno dato il loro prezioso contributo: Antonella Cilento, Francesco Costa, Domenico Dara e Laura Pariani.

Il fascino di questo settore di ricerca ci induce a riservare a questa tematica una sezione specifica dell’indice anche nei prossimi numeri.

Luisa Bertolini