logo fillide

il sublime rovesciato: comico umorismo e affini

Testi

Umberto Tecchiati

Flos bibliographicus

Leggesi nella Dissertazione Quarantesimaquarta, dove il Muratori tratta Della Fortuna delle Lettere in Italia dopo l’anno di Cristo MC. e dell’erezione delle pubbliche Scuole ed Università, a pag. 23  dell’edizione napoletana del 1753:

Stanno ascosi tuttavia nelle Biblioteche alcuni Medici Latini de’ tempi Barbari, che forse non meritano di essere sprezzati, per sapere almeno la storia della Medicina, ed alcuni eziandio sono stampati, ma affatto negletti da i medici moderni. Io ne ricorderò uno solo, cioè Guglielmo Piacentino, che nell’anno 1275, in Verona compiè un’opera medico-chirurgica col titolo Summa conservationis et curationis, quae gulielmina dicitur stampata in Venezia nel 1502. Fra l’altre cose, che ivi meritano considerazione, si tratta nel Lib. I. Cap. XLVIII. De Pustulis, et scissuris, et corruptionibus, quae fiunt in virga et circa praeputium propter coitum cum Meretrice, vel foeda, vel ab alia caussa.

Vestigi son questi di quel morbo, che noi crediamo introdotto in Italia solamente nel 1494.

Il Muratori cita inoltre poco appresso il De extirpatione spinarum a gluteis seu Quomodo glutei propter expositionem in aperto loco affecti furtivi seu adulterini futendi causa perfecte curentur, pubblicato a Venezia nel 1538 da un cugino di Aldo Manuzio conosciuto come El Sega. L’autore di questo oscuro trattato, ricco di magnifici legni incisi dal cugino di Aldo (di qui, io azzardo, il soprannome col quale è noto, ma le opinioni degli studiosi in proposito non sono concordi), risulta al Muratori tale Ernestus Capella Clericus, ma il buon sacerdote sospetta sia lo pseudonimo di Aldo Manuzio stesso, morto nel 1515, e poco incline a firmarsi apertamente a causa di un vecchio voto dal quale le autorità ecclesiastiche l’avevano bensì sciolto, ma che offrì loro il destro per tenerlo bene impugnato per le palle finché visse. Lodato dal Muratori tanto per lo stile nitido e piano che gli rammenta il Seneca delle lettere a Lucilio, quanto per i contenuti, si configura come lo sberleffo postumo di un libero pensatore.

P.S.: Il De exirpatione spinarum del Clericus è stato battuto il mese scorso da Christie’s per 98.000 sterline.